Zahvaljujemo se vsem strokovnjakom politikom in razpravljavcem, ki so sodelovali na tej konferenci in s tem pripomogli, da je konferenca v celoti uspela, čeprav brez predstavnikov ministrstev, predstavnikov ter poslanskih skupin parlamentarnih strank, ki so očitno potihem
Strinjajo z izgradnjo terminala v Kopru v izvedbi TGE. Z izgradnjo terminala so med drugim tudi ogroženi krajinska parka v Sečovljah in Strunjanu ter zdravilišče Debeli rtič
Vojko Bernard
COMUNICATI STAMPA DELL’AAG PER LA CONFERENZA DEL 21.01.2009, CHE ERA IN LJUBLJANA SULLA PROBLEMATICA RIGUARDANTE LA COSTRUZIONE DEI RIGASSIFICATORI IN SLOVENIA E DINTORNI Sulla base delle discussioni della conferenza problema ritiene Alpe Adria Green ritiene che per risolvere il conflitto ambientale sviluppatosi sui terminali di rigassificazione nel Mare Adriatico settentrionale sia assolutamente necessario che i tre paesi rivieraschi (Italia, Slovenia, Croazia) sviluppino una politica energetica comune che garantisca il minore impatto ambientale sul territorio. Per disinnescare gli attuali e futuri scontri per la gestione delle risorse energetiche nel delicato bacino del Mare Adriatico AAG ritiene prioritari i seguenti punti: 1. Che i tre paesi confinanti adottino nei tempi più brevi possibili dei Piani Energetici Nazionali comuni e sulla base dei quali sia possibile pianificare i consumi energetici per i prossimi venti-trenta anni. Parte fondamentale dei Piani Energetici dovrà essere l’accordo per la realizzazione di reti e impianti per la distribuzione e il rifornimento dei combustibili (gas, petrolio); 2. Per il rifornimento di combustibili visto il loro minore impatto ambientale e il minor rischio per la sicurezza (vedi anche attentati) dovranno essere priviliegiate le reti dei gasdotti. A tale proposito si ritiene strategica la realizzazione del gasdotto Nabucco (Turchia-Austria) e la corrente Sud (Russia-Italia) che dovrebbe passare in Slovenia per la rete gia’ esistente. In alternative proponiamo di deviare il passaggio del gas verso l’Austria in Italia e dall’Austria in Slovenia per il sistema gia’ esistente. 3. La soluzione dei terminali di rigassificazione nel Mare Adriatico potrà essere considerata solo come alternativa per sopperire nel breve periodo al fabbisogno di gas in attesa del completamento delle reti dei gasdotti transeuropei. Entro il 2009 l’Italia avrà in funzione un proprio terminale di rigassificazione a Porto Tolle (foci del fiume Po) della capacità di 8 miliardi di metri cubi all’anno e la Croazia ha intenzione di realizzare un analogo impianto nell’isola di Krk che consideriamo localita’ non adatta. 4. Per evitare il proliferare di terminali di rigassificazione nel ristretto bacino del Mare Adriatico settentrionale e i conseguenti rischi per ambiente e sicurezza, è necessario arrivare ad un protocollo di intesa tra Italia, Slovenia e Croazia in base al quale si determini solo se necessario (si ritiene che i due terminali di Porto Tolle e di Krk siano più che sufficienti a garantire le necessità dell’Italia settentrionale, della Slovenia e della Croazia) che la realizzazione di un ulteriore terminale di rigassificazione sia prevista ad almeno 15 Km dalle coste dei tre paesi rivieraschi; 5. Si ritiene assolutamente indispensabile che nei Piani Energetici Nazionali dei tre paesi venga aumentata l’energia prodotta con le fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico, biomasse) per arrivare a coprire entro il 2020 almeno il 20% del consumo totale come previsto dall’UE. 6. Le fonti rinnovabili dovranno sostituire completamente l’energia nucleare e i relativi programmi di sviluppo (vedi Italia-Slovenia). 7. Per salvaguardare il piu’ possible la natura bisogna rispettare con rigore le direttive della CEE. Salvaguardare le diversita’ biotiche (??), difendere i valori paesaggistici,ecc… diventa lo spunto per i posti di lavoro nel turismo integrativo. Questo e’ uno dei pochi settori che puo’ limitare I licenziamenti durante la crisi. E’ altrettanto importante che vengano attuati dei seri programmi per il contenimento e/o la riduzione degli attuali e insostenibili consumi energetici.