COMITATO PER LA SALVAGUARDIA DEL GOLFO DI TRIESTE
Trieste, 8 marzo 2009
Rigassificatori : scelta infelice e molto pericolosa
In un Paese come l’Italia in cui le offerte di libertà e democrazia – a parole – si sprecano, l’uomo dovrebbe divenire soggetto orgoglioso della sua centralità e libero di esprimere la sua personalità, in uguaglianza di diritti – doveri con i suoi simili; rispettoso delle leggi dell’amore e dell’intelligenza razionale, egli dovrebbe porre le sue capacità al servizio di un sistema politico che, rifiutando tentazioni egemoniche o bassi egoismi, mirasse al bene collettivo con lo stesso affettuoso solerte scrupolo ora riservato al soddisfacimento dei bisogni propri; educatosi infine a considerare prioritaria la difesa della vita, egli dovrebbe attivare tutti gli strumenti per ristabilire urgentemente gli equilibri ecologici ora compromessi dalle convergenti pressioni del potere economico – politico, sottoforma di sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali o delle infrastrutture a rischio. In tutto questo “ voler fare a tutti i costi “ da parte dell’establishment castale che s’è annidato in tutti i settori della vita pubblica, in cui ogni casta più o meno privilegiata, di cui fa parte essenziale e inamovibile, è perfino difficile poter parlare d’amor di Patria o di proficua e disinteressata corregionalità, se sentiamo quanto Trieste ( che per noi è l’unica vera patria che non va confusa con la nazionalità ), sia nelle mire di interessate strategie che favoriscono i poteri forti a discapito della massa collettiva, che ha come unica e umana priorità, la difesa delle terre e del mare in cui i Giuliani furono accolti con la gioia sofferta del loro primo vagito.
Cosa hanno fatto la Patria e la Regione dopo la cacciata referendaria del 1996 da Monfalcone dove si voleva, con la forza dell’imposizione, piazzare un grosso rigassificatore ? Nel mentre molti paesi europei hanno investito in attività energetiche alternative rinnovabili, il nostro Paese è rimasto bloccato a far chiacchiere infruttuose e sprecando, in campo energetico, dodici utilissimi anni in cui, con una politica energetica innovativa e ricca di collaborazioni internazionali, avrebbe potuto raggiungere una buona parte di disponibilità energetica propria, indipendente e pulita.
Viceversa, abbiamo assistito al consolidamento della politica del gas che non offre alcuna garanzia futura e che molto probabilmente farà parte ( presto ) del nuovo cartello della società internazionale G.E.F.T. ( Gas Exporting Countries Forum ) che include gli impianti dei metanodotti, ma anche quelli della liquefazione ; sicché maneggeranno il 73% dell’intera produzione del gas e detteranno tempistica, modalità e prezzi al pari di ciò che viene fatto dall’Opec con il petrolio. Per la precisione, corre l’obbligo d’informare i cittadini che i paesi liquefattori ( nemmeno 10 ), riescono ad estrarre, allo stato, soltanto il 50 % della domanda mondiale di GNL. Fanno ridere, pertanto, le circa 15 proposte che i “ barbari “ vorrebbero piazzare sulle coste italiane, ben sapendo che se non si faranno nuovi impianti di liquefazione e relativo aggiornamento del “ parco metaniere”, l’Italia avrà distrutto mezze coste italiane ; fatto imbestialire tutti i cittadini ( milioni ) delle zone costiere coinvolte ; per vedere alfine almeno dodici dei quindici rigassificatori, costruiti con la violenza indecente delle imposizioni ( peraltro fuorilegge ), ferme e rugginose per la mancanza del GNL o perché il poco GNL disponibile avrebbe costi proibitivi. Questa purtroppo è l’Italia, con la complicità del Friuli che si batte per infliggerci i rigassificatori. Questo è il Friuli interessato al business dei rigassificatori per gli interessi propri e non certo per quelli del popolo giuliano, al quale i rigassificatori porterebbero soltanto pericoli estremi, nessuna sicurezza e utilità ZERO ! ( Come per l’oleodotto della SIOT ). Ma diversamente non poteva andare : un sindaco di Trieste friulano, il governatore regionale, l’assessore alle infrastrutture, quello all’ambiente e della produttività friulani DOC ! I “meloni sono serviti “.
Cercando di essere il più concisi possibile, proseguiremo questa relazione elencando, sinotticamente, tutti gli anomali comportamenti sia delle Istituzioni nazionali che di quelle regionali:
1) Soppressione dei diritti costituzionali stabiliti dallo Statuto Speciale della Regione Friuli Venezia Giulia.
2) Elusione della procedura di V.A.S. ( Valutazione Strategica Ambientale ) : deve essere applicata prima o contestualmente alla presentazione di programmi e progetti che possono incidere pesantemente sull’ambiente, sulla salute e sull’incolumità dei cittadini.
3) Elusione dei disposti della Legge Seveso ( 2). Su questa grave mancanza dovrebbe pronunciarsi la Magistratura penale.
4) Trascurati totalmente i disposti di tutte le leggi comunitarie sui diritti umani, ma in particolare non è stato applicato l’obbligo di far partecipare attivamente la popolazione a pubblici dibattiti conoscitivi, nonché di poter partecipare ai processi decisionali ( Convenzione di Aarhus : 25/06/1998 ).
5) Dalla Regione : ai Comuni e Provincia, è stato concesso il semplice diritto di esprimere un parere di cui il governatore regionale poteva non tenere conto del risultato. Non credevamo di essere al livello di certi paesi del Terzo Mondo.
Alla luce di tutte queste manchevolezze, ivi compresa la “colossale balla” inventata dal Governo centrale e da quello regionale sulla “ assoluta necessità nazionale “, ha fatto sì che la “ balla “ diventasse una semplice indecente “ bolla “ di sapone.
Non troviamo giusto, equidistante e onesto che il proponente abbia fornito alla stampa e alle TV, il fotomontaggio d’un disegno virtuale in cui compare il sito di Zaule con evidenziati : la metaniera, i due serbatoi da 125.000 mc. ciascuno ( alti 50 metri ) e la zona d’interesse al rigassificatore livellata, spianata, desolata e sperduta quanto una remota landa siberiana. La verità è ben diversa : i due serbatoi e la metaniera sono IMPONENTI ! A stretto contatto con il sito ex Esso ci sono, vicinissimi, altri otto impianti considerati a rischio d’incidente rilevante e le case di civile abitazione sono densamente abitate e distanti solo alcune centinaia di ml. Dovesse sciaguratamente accadere, un accadimento di notevoli proporzioni, coinvolgerebbe con danni gravissimi le cose e non meno di 60.000 ( sessantamila ) persone. E’ da irresponsabili voler piazzare un impianto tanto pericoloso tra presenze numerose di lavoratori ed a ridosso di case di civile abitazione densamente abitate ed in un sito altamente inquinato. Sono argomentazioni prive di intelligenza e di impegno morale, quelle rilasciate dalle parti interessate ai rigassificatori, patrocinati con l’apporto di forze politiche ed economiche che, nella fattispecie, si trasformano esclusivamente in forze del male, perché solo da soggetti staccati dal buon senso e che vivono in totale astrattezza dalla ragione, possono provenire, con altera certezza, parole di assicurazione sulla non pericolosità dei rigassificatori, ripetendo nel loro astruso ( o astuto ) mondo, gli stessi errori di valutazione che furono imposti alle anime ed ai corpi delle vittime innocenti del Vajont, di Seveso, di Bophal, di Cernobyl.
L’addetto stampa Sede: V. Udine n° 4/c Trieste Arnaldo Scrocco
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